Long Short Invest

Consulenza finanziaria e analisi tecnica della Bernasconi Consult

Analisi tecnica mensile

Pubblichiamo oggi, 16 ottobre, con alcuni giorni di ritardo (per rispetto dei diritti degli abbonati al sito a pagamento) l'analisi del fine settimana del 14-15 ottobre 2017.
Ad inizio agosto l'S&P500 americano aveva toccato i 2490 punti. In quella occasione avevamo previsto una correzione minore ma nessun ribasso. Avevamo lanciato l'ipotesi che i 2490 punti potesse essere il massimo annuale. La correzione minore c'é stata - l'S&P500 a metà agosto é sceso fino ai 2417 punti - il nostro obiettivo era a 2400 punti. Poi però il rialzo é ripreso e l'S&P500 é salito costantemente e continuamente fino al 13 ottobre quando ha toccato un nuovo massimo storico a 2557.65 punti. In due mesi l'indice non ha guadagnato molto terreno ma non corregge più malgrado una evidente sopravvalutazione fondamentale, ipercomperato, eccesso di rialzo e di fiducia da parte degli investitori. Non riusciamo ad individuare la fine di questo movimento poiché il trend non da segnali di esaurimento. Non possiamo che aspettare e osservare se cambia qualcosa nella situazione tecnica - il potenziale di rialzo é modesto poiché gli eccessi frenano i progressi. La volatilità VIX (9.61 punti) é sui minimi storici e da settimane sotto i 10 punti - gli investitori sono spensierati ed giudicano che non ci sono rischi di ribasso - per ora hanno ragione anche se la storia ci insegna che questa calma irreale non può durare all'infinito.

Commento del 14-15 ottobre

Tulipani, Internet e .dom, subprime e bitcoin - quando gli investitori perdono il senso della realtà tutto é possibile

Per Richard H. Thaler, economista statunitense alla Chicago University, la teoria economica standard era troppo rigida: troppo perfetta la legge della domanda e dell’offerta, troppo lontana dalla realtà. Proprio a questa sua capacità di tornare a guardare il mondo vero, a osservare le scelte dei singoli nella loro fallacia, irrazionalità e mancanza di autocontrollo Thaler deve la vincita del premio Nobel per le scienze economiche 2017.
L’economia comportamentale, di cui il neo premio Nobel è universalmente riconosciuto come uno dei suoi fondatori, è la branca della scienza che descrive i fenomeni finanziari applicandovi i principi della psicologia, quei “tratti umani che – spiega l’Accademia delle scienze svedese – influenzano sistematicamente le decisioni individuali e gli esiti del mercato”. Secondo le teorie elaborate da Thaler le persone, per esempio, tendono a semplificare le loro decisioni in ambito finanziario, creando ragionamenti isolati, concentrandosi sull’impatto circoscritto di ogni singola decisione invece di valutare quali potrebbero essere gli effetti complessivi. In modo analogo, la maggior parte di noi è portata ad attribuire un valore diverso a un bene a seconda che sia in nostro possesso oppure no: nel primo caso, per via della nostra “naturale avversione alla perdita”, tendiamo a conferirgli un valore più alto, nel secondo più basso. Alla base di tutto c’è il fatto che gli esseri umani sbagliano, e sbagliano in continuazione, così di frequente che è possibile prevedere gli errori e costruire dei modelli di comportamento alternativi a quelli derivati dall’economica classica.

Non sembra un caso che Thaler abbia vinto il Premio Nobel proprio quando sui mercati finanziari si delinea una bolla speculativa di dimensioni storiche provocata da un pericoloso esperimento monetario della Banche Centrali e dal comportamento euforico ed irrazionale degli investitori. Da 8 anni le Banche Centrali innondano di liquidità i mercati finanziari - portando il costo del denaro praticamente a zero hanno eliminato il punto di riferimento di qualsiasi calcolo d'investimento. Attraverso il QE hanno manipolato il mercato delle obbligazioni togliendo ai mercati la percezione del rischio e obbligando gli investitori ad andare alla ricerca di redditi positivi e comperare altri assets più rischiosi come azioni o immobili. Ora il momentum si é trasformato in mania e gli investitori hanno perso il contatto con la realtà. È successo già più volte nel passato - é un effetto legato alla natura umana. Nel 17simo secolo c'era stata la bolla dei tulipani. In tempi più recenti, che ho vissuto in prima persona, abbiamo avuto la bolla di internet e delle società .dom tra i 1997 e l'anno 2000 e la crisi dei subprime tra il 2006 ed il 2007. In tutti questi casi si era pensato che i prezzi potessero salire all'infinito anche quando ormai era chiaro che la situazione era sfuggito al controllo e le valutazioni erano assurde e insostenibili.
L'attuale bolla speculativa ha un simbolo - é il Bitcoin. Quanto vale questa criptovaluta ? Il prezzo dipende unicamente da domanda ed offerta visto che il Bitcoin non ha nessun valore intrinseco o di riferimento. Il Bitcoin é nato nel 2008 e a 9 anni dalla sua nascita serve a ben poco se non a speculare. Con il Bitcoin si possono pagare poche cose - non é una moneta nel senzo comune del termine. Le società che effettuano delle ICO e lanciano nuovi prodotti legati alla tecnologia blockchain raccolgono i capitali sotto forma di criptovalute per sfuggire alla legislazione internazionale. Si affrettano però a cambiare i soldi in USD o in EUR poiché in caso contrario non possono vivere - costi, ricavi e bilanci sono in moneta fiat - gli impiegati vogliono essere pagati con soldi "veri". I Bitcoins sono i tulipani del nostro secolo. Il prezzo può salire a 6'000 USD o 60'000 USD o 600'000 USD - non lo sa nessuno quando finirà questa mania provocata unicamente dall'euforia o dal momentum. Una volta che la bolla scoppierà il Bitcoin continuerà probabilmente ad esistere visto che il concetto e la tecnologia sono validi - anche oggi abbiamo i tulipani ad ornare i nostri giardini o fare bella mostra in un vaso nel salotto di casa. Chi ha cavalcato questa ondata speculativa, in maniera più o meno legale, e riesce a saltare giù prima che si infranga sarà ricco - tutti gli altri si ritroveranno con un pugno di mosche - o con un malloppo di Coins o Tokens senza valore.

Torniamo alle borse tradizionali e all'analisi tecnica. Il rialzo delle borse continua e l'analisi tecnica non riesce a inquadrare lo sviluppo della situazione in un contesto razionale e prevedibile. Secondo l'analisi tecnica e fondamentale questo bull market dovrebbe essere terminato da tempo specialmente in America. Abbiamo le armi spuntate - possiamo unicamente stare a guardare e confermare che la tendenza di fondo e dominante resta debolmente al rialzo. Segnaliamo gli eccessi ed i pericoli - non siamo però in grado di dire quando tutto questo finirà. Sappiamo unicamente che finirà male e che le borse subiranno presto o tardi un crollo. Potrebbe verificarsi un crash o potrebbe esserci un normale bear market di alcuni anni. Nel secondo caso avremo il tempo di reagire. Il primo caso non sembra delinearsi almeno nelle prossime settimane. È però ovvio che la volatilità non può restare così bassa all'infinito. È decisamente improbabile che le borse restino così tranquille fino a fine anno.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.03% a 3604 punti              
DAX                         +0.28% a 12991 punti
SMI                          +0.64% a 9311 punti
FTSE MIB                 +0.09% a 22413 punti
S&P500                    +0.15% a 2553.17 punti
Nasdaq100               +0.46% a 6092 punti

Potete notare dalle performances che si é trattato di una settimana tranquilla. Venerdì il DAX tedesco, l'S&P500 americano e il Nasdaq100 hanno toccato dei nuovi massimi storici. L'SMI ha raggiunto un nuovo massimo annuale. Tutto questo é avvenuto nella calma assoluta ed é questo che ci sorprende e ci lascia perplessi - nessun festeggiamento e nessuna reazione. La situazione tecnica é praticamente la stessa di una settimana fà. C'é solo una rotazione tra settori. In Europa la debolezza del settore bancario (SX7E -0.76% a 133.66 punti, performance settimanale del -2.21%), che abbiamo discusso nell'analisi di sabato scorso, é stata compensata da un rimbalzo della borsa spagnola e portoghese. In America é nuovamente la tecnologia (Nasdaq100 +0.37% a 6092 punti) a trascinare il listino. Inoltre il rialzo del prezzo del petrolio (WTI 51.45 USD/barile) ha sostenuto il settore delle materie prime - questo ha permesso di assorbire il calo del settore dei trasporti (DJT -1.02%) e delle banche (BKX -0.48%).
In generale l'ipercomperato, l'eccesso di rialzo e la spensieratezza degli investitori non bastano a provocare una sana correzione. Malgrado le premesse ideali le borse non scendono e al momento non appare nulla di nuovo che possa suggerire l'imminenza di un'inversione di tendenza.

Sulla seduta in Europa non abbiamo nulla da aggiungere ai commenti serali sui singoli mercati. Gli indici hanno chiuso praticamente invariati (Eurostoxx50 -0.03% a 3604 punti) e al centro del range giornaliero. I nuovi massimi di DAX (+0.07% a 12991 punti, nuovo massimo storico a 13036 punti) e SMI (+0.15% a 9311 punti) confermano che il rialzo continua. Il momentum in calo sta provocando la rotazione dei relativi indicatori tipo il MACD. Non é però sicuro che gli imminenti segnali di vendita provocheranno un calo degli indici. Potremmo anche avere ancora delle settimane come quella appena trascorsa anche se ci sembra improbabile che questa calma irreale continui.

Venerdì a Wall Street c'é stata la solita seduta di modesto rialzo con nuovi massimi storici marginali. L'S&P500 si é mosso in soli 5 (!) punti, ha toccato un nuovo massimo storico a 2557.65 punti a metà giornata ed ha chiuso a 2553.17 punti (+0.09%, +2 punti). Il Nasdaq100 (+0.46% a 6092 punti) ha proseguito la sua corsa e ha compensato l'improvviso calo del settore dei trasporti (DJT -1.02%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3726 su 2869, NH/NL a 789 (costantemente basso) su 325 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 9.61 punti (-0.30). La CBOE Equity puts/calls ratio a 0.65 e il Fear&Greed index a 73 punti mostrano che gli investitori sono ancora ottimisti. La tendenza di fondo del mercato azionario americano resta al rialzo con il 74.9% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 68.43.
La borsa non sembra voler compensare gli eccessi con una correzione. Di conseguenza - "Fin che la barca va lasciala andare, fin che la barca va, tu non remare, fin che la barca va, stai a guardare. Quando l'amore viene il campanello suonera"...

(*) AGMAF é un acronimo che usiamo per definire le 5 società dominanti nel settore delle tecnologia e di maggior peso all'interno del Nasdaq100.
Si tratta di Apple, Google (+Alphabet), Microsoft, Amazon e Facebook.

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