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Analisi tecnica mensile

Pubblichiamo oggi, martedì 4 giugno, con alcuni giorni di ritardo per rispetto dei diritti degli abbonati al sito a pagamento, l'analisi del fine settimana del 1-2 giugno 2019.

Dai massimi annuali di inizio maggio le borse stanno correggendo. Molti temono che questo possa essere l'inizio di un ribasso.
Noi invece, sulla base dell'analisi tecnica, siamo convinti che questa fase negativa sia praticamente finita e che a breve debba iniziare ancora un sostenibile rialzo a medio termine. Non sappiamo ancora se il bull market é ancora vivo e vegeto e se di conseguenza l'S&P500 (2752 punti) quest'anno debba ancora salire su un nuovo massimo storico sui 3000 punti. Sulla base dei fondamentali in deterioramento favoriamo la variante di una ampia testa e spalle ribassista. In questo caso la prossima fase di rialzo farà tornare l'S&P500 al massimo sui 2880-2900 punti e poi seguirà un forte ribasso autunnale. Questo significherebbe che dal massimo storico del 1. maggio a 2954 punti é già iniziato un bear market.

Commento del 1-2 giugno

C'é abbastanza panico per un solido minimo ?

Un mese fà gli indici azionari europei ed americani hanno toccato il massimo annuale - in certi casi (S&P500, Nasdaq) si é trattato di un nuovo massimo storico. All'inizio del mese di maggio é iniziata una correzione ed ora operatori, analisti e investitori sono pessimisti - nei media si legge solo di bear market, ribasso e rischi di crash. Le Cassandre che nei primi quattro mesi dell'anno erano sparite dalla circolazione sono riapparse in massa e si superano nel formulare previsioni catastrofiche. Molti parlano di recessione provocata dalla guerra commerciale che Donald Trump ha ormai scatenato su più fronti. Ci sono troppe emozione e troppa poca analisi pragmatica, equilibrata e fondata. Cerchiamo quindi di fare un pò d'ordine. Ricordiamo innanzitutto che le performances delle borsa da inizio anno sono ancora ampiamente positive - nel 2019 l'S&P500 ha guadagnato finora il +9.78% - l'Eurostoxx50 non é da meno con un +9.30%. L'S&P500 ha toccato un massimo storico il 1. maggio a 2954 punti. Ricordiamo che in quella occasione tutti erano rialzisti visto che l'indice aveva raggiunto un nuovo record storico con numerosi segnali d'acquisto a medio e lungo termine. Venerdì l'S&P500 (-1.32% a 2752.06 punti) ha fatto segnare un minimo a 2750 punti - in un mese ha perso 204 punti o circa il -6.90%. Si parla di correzione fino ad un calo del -10%. Una settimana fà avevamo previsto che la correzione non era finita e ci aspettavamo un test dei minimi a 2801 punti di S&P500 e a 3311 punti di Eurostoxx50 (-1.14% a 3280 punti). Ci aspettavamo nuovi minimi e vi avevamo detto che ci doveva essere un "netto cedimento", rispettivamente "una breve e violenta caduta" e del panico prima che le borse potesse fermarsi su un solido minimo, terminare la correzione e ripartire al rialzo. In effetti la settimana appena trascorsa é stata negativa - i supporti sono caduti e ci sono stati alcuni giorni di borsa pessimi. Diciamo innanzitutto che non abbiamo cambiato opinione - malgrado i numerosi cedimenti ed i segnali di vendita forniti dalla caduta degli indici sotto la MM a 200 giorni siamo ancora convinti che si tratti unicamente di una correzione che é quasi finita. Non sappiamo che tipo di rialzo seguirà e in particolare se l'S&P500 riuscirà quest'anno a raggiungere l'obiettivo a 3000 punti - siamo però convinti che ci sarà una sostenibile fase di rialzo a medio termine che varrà la pena di essere giocata. Purtroppo venerdì non abbiamo osservato gli sperati segnali di esaurimento di trend - non abbiamo visto le vendite disperate di chi abbandona la nave nel panico che normalmente accompagnano la fine di una correzione. Abbiamo però parecchi indizi che la correzione sta finendo - forse il poco panico rilevato venerdì negli indicatori di sentiment é stato sufficiente per eliminare le ultime mani deboli e creare le premesse per ripartire al rialzo. Vediamo questi importati dati nel dettaglio.
- La volatilità VIX é balzata a 18.71 punti (+1.41) con un massimo giornaliero a 19.72 punti - noi volevamo osservare un'impennata sopra i 20 punti. Ancora non ci siamo ma manca poco.
- La CBOE Equity put/call ratio é stata altissima a 0.83. Finalmente il numero dei puts esplode e c'é speculazione al ribasso. Per essere sicuri ci vogliono però alcuni giorni sopra i 0.80.
- Il Fear&Greed Index si é fermato a 24 punti - é solo 1 punto sotto quei 25 punti che segnalano paura estrema.
C'é però qualcosa d'altro che suggerisce la vicinanza di un minimo delle borse. L'euforia sui Bonds (segnalata dai DSI) rispettivamente la convinzione che i tassi d'interesse ora devono solo scendere. Il rendimento dell'US Treasury Bonds decennale é sceso venerdì a 2.14% (-0.08%) - una settimana fà era ancora a 2.32%. Il grafico mostra un'accelerazione di tipo esaustivo. Un minimo importante sui tassi d'interesse é vicino. Deve seguire una fase di rialzo e per logica la borsa dovrebbe comportarsi alla stessa maniera.  

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -2.10% a 3280 punti
DAX                         -2.37% a 11726 punti
SMI                          -1.48% a 9524 punti
FTSE MIB                  -2.82% a 19802 punti
S&P500                    -2.62% a 2752.06 punti
Nasdaq100               -2.27% a 7128 punti

La giornata di venerdì é stata decisamente negativa sia in Europa che in America. Lo svolgimento della seduta é stato interessante. Gli indici azionari europei sono crollati la mattina, tra mezzogiorno e le 15.50 hanno ballato sul minimo giornaliero e si sono infine risollevati sul finale. L'Eurostoxx50 é sceso fino a 3258 punti e ha chiuso a 3280 punti (-1.14%). Il DAX ha toccato un nuovo minimo mensile a 11662 punti e ha chiuso a 11726 punti (-1.47%). Il FTSE MIB si é comportato un pò meglio visto che ha perso solo il -0.73% a 19802 punti - anche questo indici é però caduto su un nuovo minimo mensile. Solo l'SMI svizzero (-0.19% a 9524 punti) si é salvato grazie ai titoli difensivi. Vediamo sui grafici parecchie candele sotto il limite inferiore delle Bollinger Bands. Secondo la RSI gli indici non sono ancora ipervenduti. Non abbiamo nessun elemento per poter dire che la correzione é finita. Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 3276 punti.

Gli indici americani hanno chiuso sul minimo giornaliero. Anche a Wall Street però i ribassisti hanno vinto ma non hanno dominato. Dopo una debole apertura gli indici si sono mossi in pochi punti con poca pressione di vendita. Per segnalare panico invece ci vorrebbero alcune ore di vendite massicce e indiscriminate - questo non c'é stato.
L'S&P500 ha aperto a 2759 punti, é risalito a 2769 punti di massimo e poi é caduto ad ondate intercalate da rimbalzi sul minimo a 2750 punti. Sul finale l'indice é tornato a 2752 punti (-1.32%). Le vendite hanno toccato tutti i settori (Nasdaq100 -1.62% a 7128 punti, SOX -1.45% (negativo ma meglio del resto), DJT -1.90%, RUT -1.35%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2019 su 5291, NH/NL a 138 su 1940 e volume relativo a 1.0. Le RSI giornaliere sono sceso sui 30-32 punti.
La tendenza di fondo della borsa americana é ora moderatamente ribassista con il 26.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 46.21. Secondo questi parametri nella prossima fase di rialzo l'S&P500 non dovrebbe essere in grado di raggiungere un nuovo massimo storico - dovrebbe fermarsi sui 2880-2900 punti. Vedremo.

Riassumendo non sappiamo se venerdì le borse hanno raggiunto dei solidi minimi. Per i nostri gusti i dati sul sentiiment non segnalano ancora abbastanza panico. La seduta di lunedì potrebbe ancora essere negativa anche perché i nostri oscillatori toccheranno un minimo in questa giornata. Siamo però convinti che a breve deve iniziare una fase di rialzo.

Un'ultima osservazione - venerdì il cambio EUR/USD ha reagito ed é risalito a 1.1180. Questo malgrado che anche i tassi d'interesse in Europa fossero scesi (future sul Bund a 168.53 (+0.20%), reddito dell'obbligazione decennale a -0.207%). Forse la direzione del vento sta cambiando.

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