Long Short Invest

Consulenza finanziaria e analisi tecnica della Bernasconi Consult

Analisi tecnica mensile

Pubblichiamo con alcuni giorni di ritardo per rispetto dei diritti degli abbonati al sito a pagamento, l'analisi del fine settimana del 28-29 agosto 2021.

Nel commento dell'11-12 aprile, che avevamo pubblicato su questa pagina, avevamo scritto:
"Al momento sembra che al bull market manchi ancora l'ultima fase di mania e irrazionale esuberanza - normalmente dura pochi mesi. Attenzione però che non c'é nessuna garanzia - la più grande bolla speculativa della storia recente delle borse é quella che si é verificata in Giappone del 1989 - il Nikkei nel 1989 ha raggiunto i 38957 punti e quel punto aveva un P/E di 65 ! Il successivo bear market é finito solo nel 2009 a 7055 punti. Oggi dopo più di 30 anni il Nikkei veleggia sui 30000 punti - chi ha comperato sul top e ancora in perdita. Se l'America si comporta in maniera simile l'S&P500 può ancora salire per anni - non crediamo però che sarà il caso visto il carattere decisamente speculativo e irrazionale che sta assumendo il rialzo in questo 2021. È però possibile, sulla base dei nostri modelli, che fino a fine maggio l'S&P500 salga accelerando fino ai 4400-4600 punti."
L'S&P500 ha toccato il 27 agosto un nuovo record storico a 4513 punti. La fase di rialzo non sembra ancora finita anche perché l'indice sale regolarmente senza accelerare - c'é ottimismo ma nessuna euforia.
Le borse europee seguono Wall Street a distanza. Da metà giugno non riescono più a fare sostanziali progressi. Grazie però alla correlazione positiva con l'America é altamente improbabile che comincino a scendere se l'America non corregge.
Per ora non c'é nessuna ragione per abbandonare i mercati azionari - negli indicatori tecnici non appare nulla che possa farci presagire un'inversione di tendenza.


Commento del 28-29 agosto

Rialzo all'infinito ?

Da inizio anno il rialzo dell'S&P500, malgrado alcuni sussulti intermedi, segue l'incremento della somma di bilancio della FED. Sembra che ormai l'unico fattore determinante per la borsa americana sia la liquidità fornita dalla Banca Centrale. Tutto il resto, sia che provenga dall'analisi fondamentale o dall'analisi tecnica, sembra non avere nessun influsso. Possiamo elencare decine di dati ed indicatori per dimostrare che la borsa americana é oscenamente cara ma questo sembra non essere sufficiente per poter prevedere una fine imminente di questo rialzo che continua a dimostrarsi forte e regolare - venerdì l'S&P500 (+0.88% a 4509.37 punti) ha toccato un nuovo record storico a 4513 punti e la performance da inizio anno é del +20.06%. L'ultima correzione degna di nota risale ad ottobre dell'anno scorso. L'analisi tecnica da mesi fornisce lo stesso risultato - gli indici azionari sono spesso ipercomperati, in eccesso di rialzo e gli investitori sono troppo ottimisti. Questa combinazione ad intervalli regolari dovrebbe provocare per lo meno delle correzioni - di tanto in tanto delle correzioni minori ed intermedie e qualche volta delle correzioni più importanti (-10%) e della durata di qualche settimana. Invece quello che ancora chiamiamo correzioni sono delle brevi cadute di due o tre punti in percentuale fino alla MM a 50 giorni - ogni caduta di questo genere viene però subito comperata ed é seguita da un nuovo massimo storico. Ormai nessuno osa più essere negativo sulla borsa americana ed i pessimisti, o gli investitori prudenti come siamo noi, si limitano ad essere sotto investiti. Nessun investitore privato compera obbligazioni poichè i redditi reali (reddito nominale meno il tasso d'inflazione) sono negativi. In Europa il Bund tedesco decennale rende il -0.4255% mentre in America il reddito dell'US Treasury Bond decennale é al 1.31%, poco sopra il reddito da dividendi dell'S&P500 (1.28%). E evidente che si preferisce prendere il rischio di comperare azioni piuttosto che essere sicuri di perdere soldi comperando obbligazioni. Nel passato qualsiasi bolla speculativa é arrivata alla fine, é scoppiata ed é stata seguita da un crollo più o meno lungo e grave. Anche questa volta arriveremo a questo risultato. La domanda é unicamente quando a da quali livelli. Purtroppo nessuno é in grado di dare una risposta malgrado che addesso molti analisti cominciano ad essere decisamente irrequieti i pensano che il limite é vicino. Il governo americano e la FED non intendono però togliere il piede dall'acceleratore e fino a quando l'orchestra suona nessuno pensa che sia giunto il momento di abbandonare la festa. Noi con le nostre analisi cominciamo ad essere frustrati poiché non osserviamo nessun cambiamento e non possiamo, settimana dopo settimana, che ripetere la stessa litania - ci sentiamo superflui come un poliziotto in mezzo al traffico che per ore fa unicamente cenno alle auto di proseguire. Cosa servono gli eccessi e le divergenze se il mercato finge di non vederli ? Che significato hanno i cicli annuali e stagionali in calo se l'S&P500 continua a salire ignorandoli? Il mercato ha per definizione sempre ragione e la tendenza rialzista é evidente e indiscutibile. Speriamo solo che questa pazzia non termini con un improvviso e imprevedibile crash - nel passato i crolli sono sempre stati preceduti da scosse di avvertimenti e non si sono mai verificati direttamente da un nuovo massimo storico. Speriamo quindi anche questa volta di renderci conto con anticipo quando si verificherà un'importante inversione di tendenza. Per ora non possiamo che dare via libera - il semaforo resta sul verde in America e sul giallo in Europa. Giallo significa che fino a quando l'America non corregge neanche l'Europa cederà. Formalmente però il trend rialzista in Europa é debole e gli indici azionari europei seguono a fatica e a distanza quelli americani.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +1.05% a 4191 punti
SX7E (banche)          +2.32% a 96.86 punti
DAX                         +0.28% a 15851 punti
SMI                          +0.19% a 12439 punti
FTSE MIB                 +0.34% a 26006 punti
S&P500                    +1.52% a 4509.37 punti - nuovo record storico
Nasdaq100                +2.25% a 15432 punti - nuovo record storico

Venerdì l'attenzione degli investitori era focalizzata sul discorso di Jerome Powell a Jackson Hole. Il capo della FED ha dichiarato di voler ridurre gli acquisti di titoli di Stato (QE) entro la fine dell'anno e che un aumento dei tassi d'interesse di riferimento non é ancora in discussione. Non ha trattato il problema dell'inflazione che secondo la FED é un effetto transitorio. Agli investitori questa combinazione di moderato tapering combinato con una promessa di voler mantenere la politica monetaria espansiva ancora per parecchio tempo é piaciuta. L'S&P500, che fino alle 16.00 veleggiava sui 4485 punti, é salito a razzo fino alle 16.20 quando ha raggiunto i 4504 punti. In seguito, come spesso succede negli ultimi mesi. l'indice si é mosso in una decina di punti. Ha toccato un massimo storico a 4513 punti e ha chiuso poco più in basso a 4509.37 punti (+0.88%). Il rialzo ha coinvolto tutto il listino (Nasdaq100 +1.01% a 15432 punti e nuovo record storico, DJTransportation +1.23% e Russell2000/RUT +2.85%). Le affermazioni di Powell, hanno indebolito l'USD e hanno fatto salire il prezzo del petrolio e dei metalli prezioni con ovvie conseguenze sulle azioni dei settori correlati (ETF Energy +2.67%).
Gli indici azionari europei, che fino alle 15.00 veleggiavano intorno alla parità, hanno seguito a distanza lo sviluppo della situazione a Wall Street. Hanno chiuso sul massimo giornaliero con moderati guadagni (Eurostoxx50 +0.51% a 4191 punti, DAX +0.37% a 15851 punti). La sottoperformance dell'Europa é però evidente - una settimana fà l'Eurostoxx50 aveva perso il -1.94% - questa settimana ha guadagnato il +0.51% - una netta differenza con il -0.59% e +1.52% dell'S&P500. Le borse europee sono poco sopra i massimi di giugno e il massimo annuale risale al 13 agosto. Malgrado valutazioni fondamentali interessanti rispetto all'America le borse europee faticano a fare progressi - chi vuole delle borsa a buon prezzo deve guardare i mercati emergenti - chi cerca borse tecnicamente molto forti deve restare negli Stati Uniti - l'Europa é noiosa.

La seduta al NYSE é stata decisamente positiva con A/D a 6703 su 1228, NH/NL a 878 su 184 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é crollata a 16.39 punti (-2.45), il CBOE Equity put/call ratio é nuovamente basso a 0.49 e il Fear&Greed Index é neutro a 50 punti (+11 punti!). I Summation Index stanno salendo. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 55.8% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 59.61 punti. Il sospiro di sollievo degli investitori é evidente - l'umore (sentiment) migliora adesso che Jerome Powell ha confermato il suo sostegno ai mercati finanziari.  

I ribassisti e quelli che prevedono un imminente crollo della borsa (p.e. Jeremy Grantham, Michael Burry, John Hussmann) tacciono. Gli analisti di Wall Street alzano regolarmente le stime dell'S&P500 per fine anno. Gli ottimisti parlano ora di 4800 punti. Se l'S&P500 continua a salire al ritmo attuale l'obiettivo é a 4830 punti - basta prolungare la linea di trend che collega da metà aprile i massimi per arrivare a questo obiettivo - non c'é bisogno di essere un analista strapagato a Wall Street - bastano una riga e una matita.
A noi questo rialzo sembra una pazzia - per il momento non abbiamo però niente di meglio da offrire.

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