Long Short Invest

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Analisi tecnica mensile

Pubblichiamo oggi, giovedì 23 gennaio, con alcuni giorni di ritardo per rispetto dei diritti degli abbonati al sito a pagamento, l'analisi del fine settimana del 19-20 gennaio 2019.

Dai minimi del 2018 del 24-27 dicembre le borse stanno risalendo. Questa fase di rialzo a medio termine sta sorprendendo molti analisti ed investitori. Noi avevamo previsto un recupero dell'S&P500 (18.01.2019: 2670 punti) fino a 2600 o fino a 2640 punti. In questa fase le borse europee dovevano seguire a distanza. Venerdì 18 gennaio i nostri obiettivi sono stati raggiunti e superati. Questa rottura al rialzo ha generato dei segnali d'acquisto. Noi pensiamo che la rottura al rialzo sia solo un effetto tecnico legato alla scadenza dei derivati di gennaio - non seguiamo questo segnale anche se non vediamo ancora ragioni concrete per vendere. A breve dovrebbe solo esserci una correzione minore e secondaria.
Prevediamo che i prossimi due mesi saranno piuttosto movimentati. In linea di massima però l'S&P500 dovrebbe salire a fine marzo - inizio aprile sui 2800 punti. Gli investitori possono quindi stare a guardare - i traders invece avranno buone possibilità per operare sia long che short.


Commento del 19-20 gennaio


Cicli opposti danno risultati sorprendenti - accelerazione al rialzo - massimo alla scadenza dei derivati?

Sulla base di indicatori, cicli, oscillatori e statistiche riguardanti il passato avevamo sviluppato per i prima mesi dell'anno uno scenario di massima positivo per le borse mondiali. La base era costituita dalle previsioni per il 2019 che contemplano una salita nel primo trimestre dell'anno dell'S&P500 (+1.32% a 2670.71 punti) fino ai 2800 punti. Il percorso per arrivare a questo obiettivo doveva però essere piuttosto tortuoso. L'S&P500 doveva salire settimana scorsa sulla resistenza a 2600 punti ed avere una correzione minore ed intermedia. In seguito doveva estendere il rialzo fino ai 2640 punti circa, obiettivo che doveva essere raggiunto a metà di settimana prossima. Dai 2640 punti doveva iniziare una fase di distribuzione al termine della quale l'S&P500 in febbraio sarebbe caduto a testare il minimo del 2018 a 2346 punti. Questo test doveva risultare in un massimo ascendente. In seguito una gamba di rialzo possente doveva far salire ad ondate l'S&P500 fino al probabile massimo annuale a 2800 punti. Senza le fasi intermedie l'S&P500 doveva quindi andare dai 2346 punti del 26 dicembre ai 2800 punti verso la fine di marzo. Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 2670.71 punti - la direzione é quella giusta - il problema é che le fasi non si stanno succedendo come preventivato e che non sappiamo dove a quando si fermerà questa gamba di rialzo a medio termine. Nessuno lo sa malgrado che molti colleghi stanno provando ad indovinarlo usando come riferimento cicli e resistenze. I maggiori indici hanno superato settimana scorsa le MM a 50 giorni - ora tutti osservano le MM a 200 giorni  - si trovano a 2741 punti per l'S&P500 e a 7030 punti per il Nasdaq100.
Noi abbiamo un'ipotesi che potrà essere confermata o smentita già martedì prossimo (lunedì la borsa americana é chiusa). La scadenza dei derivati di gennaio, che si é verificata venerdì, potrebbe aver provocato un effetto di esaurimento che si é manifestato con un risucchio degli indici verso l'alto e la conseguente ottima seduta di venerdì. In questo caso una correzione deve iniziare subito all'inizio di settimana prossima. Al momento però nulla suggerisce che gli indici azionari europei ed americani si trovano su dei massimi intermedi. Il rialzo gode di buona salute con un buon momento e solida partecipazione. Gli investitori sono ancora scettici (VIX a 17.80 punti, 0.26) e solo a livello di mercato delle opzioni (CBOE Equity put/call ratio a 0.54 dopo il 0.52 di giovedì) vediamo un certo surriscaldamento. Un caso particolare é costituito dal Nasdaq100 (+0.98% a 6784 punti) - l'indice venerdì ha raggiunto il nostro obiettivo a 6800 punti (massimo a 6816 punti) mentre la volatilità VXN (21.89 punti, -0.65) é sul minimo annuale ma mostra una divergenza positiva (la VXN non ha toccato un nuovo minimo ma sembra fare base e essere pronta a salire - se la VXN sale il Nasdaq100 scende). Da un punto di vista tecnico il Nasdaq100 é l'unico indice che ha finora seguito le nostre previsioni esattamente. È un settore leader - se corregge il resto del mercato seguirà.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.11% a 3135 punti
DAX                         +2.92% a 11205 punti
SMI                          +2.13% a 9023 punti
FTSE MIB                 +2.17% a 19708 punti
S&P500                    +2.87% a 2670.71 punti
Nasdaq100               +2.77% a 6784 punti

Venerdì mattina avevamo lasciato poche probabilità alle borse europee per una sostanziale salita malgrado che il trend fosse ancora al rialzo. Invece siamo stati smentiti dai fatti. Con una improvvisa e inesplicabile accelerazione Eurostoxx50 (+2.14% a 3135 punti), DAX (+2.63% a 11205 punti) e FTSE MIB (+1.22% a 19708 punti) hanno superato le resistenze ed obiettivi situati rispettivamente a 3100 punti, 11000 punti e 19500 punti. Ora abbiamo lo stesso problema che in America - non sappiamo fino a dove potrebbero salire le borse europee prima della prossima correzione o inversione di tendenza. In teoria venerdì é stato generato un segnale d'acquisto a medio termine ma fatichiamo a seguirlo per il semplice fatto che non sappiamo dove potrebbe portarci. Il rally di venerdì é stato strano (é venuto dal nulla) e potrebbe essere stato solo una conseguenza della scadenza dei derivati e di segnali tecnici d'acquisto, seguiti dagli algoritmi, generati dal superamento delle resistenze e delle MM a 50 giorni. È troppo presto per dire se si tratta di una falsa rottura al rialzo, che verrà velocemente eliminata, o l'inizio di un movimento sostenibile.

Anche a Wall Street c'é stata una seduta decisamente positiva che ha coinvolto, senza rilevanti eccezzioni, tutto il listino. L'S&P500 ha aperto in gap up a 2653 punti. È sceso a 2647 punti di minimo (lasciando aperti 2 punti di gap) e poi é ripartito al rialzo. A metà seduta ha raggiunto il massimo a 2675 punti. Nella seconda parte delle giornata é scivolato verso il basso fino a 2662 punti. Sul finale si é impennato ed ha chiuso a 2670.71 punti (+0.98%). Il Nasdaq100 ha fatto peggio (+0.98% a 6784 punti), frenato dalle deludenti notizie provenienti da Netflix (-3.99%) e Tesla (-12.97%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 5331 su 1865, NH/NL a 1916 (OK!) su 67 e volume relativo a 1.0. Per tutti gli indici che seguiamo la RSI é tra i 60 ed i 64 punti - secondo questo indicatore gli indici non sono ancora in ipercomperato. Secondo gli oscillatori di medio termine il massimo é ancora distante qualche giorno. Il quadro tecnico generale favorisce di conseguenza una continuazione del rialzo. L'unica eccezzione é costituita dall'ipotesi del massimo causato dalla scadenza dei derivati di gennaio - sapremo se questa ipotesi é valida all'inizio di settimana prossima. È tardi per comperare ma é ancora troppo presto per vendere.

A livello di cambi, tassi d'interesse e prezzi delle materie prime non abbiamo nulla da segnalare. Il rialzo del prezzo del petrolio (WTI a 54.04 USD/barile, +1.68 USD) sta seguendo fedelmente quello della borsa americana. Lo teniamo d'occhio nel caso in cui si sviluppasse una divergenza.

Lunedì 21 gennaio i mercati finanziari americani e la borsa sono chiusi in occasione del Martin Luther King Day.

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