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Consulenza finanziaria e analisi tecnica della Bernasconi Consult

Analisi tecnica mensile

Pubblichiamo oggi, martedì 29 maggio, con alcuni giorni di ritardo (per rispetto dei diritti degli abbonati al sito a pagamento) l'analisi del fine settimana del 26-27 maggio 2018.

Le elezioni politiche italiane si sono svolte domenica 4 marzo. Lunedì 5 marzo il FTSE MIB aveva terminato la seduta a 21819 punti (-0.42%). In quel momento si sapeva esattamente che sarebbe stato molto difficile formare un governo dopo la vittoria dei 5 Stelle e della Lega. Eppure il FTSE MIB é salito fino all'inizio di maggio e solo da alcuni giorni il mercato é in caduta libera.  Ogni tanto bisogna domandarsi cosa salta nell'anticamera del cervello degli investitori... Questa reazione tardiva può solo essere spiegata con l'indolenza degli investitori che reagiscono solo all'evidenza dei fatti dopo aver ignorato degli indizi evidenti.
Domenica 27 maggio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha posto il veto a Paolo Savona come ministro delle finanze. Francesco Conte ha rinunciato al mandato di formare il governo. Ora Mattarella ha dato l'incarico a Carlo Cottarelli per tentare di formare un governo di tecnici del Presidente. È improbabile che un governo del genere ottenga la fiducia del Parlamento. L'Italia si dirige verso nuove elezioni. Come reagiranno i mercati allo "scampato pericolo di un governo populista e antieuropeista?"
Matarella ha fatto fallire il possibile governo 5 Stelle e Lega e la politica italiana é nel caos. Anche gli investitori sembrano presi dal panico. Ci sembra prematuro e sbagliato vendere alla cieca visto che non si sa chi governerà nella prossima legislatura e con quale programma. Lunedì 28 maggio il FTSE MIB é caduto fino a 21797 punti e poi ha recuperato. A fine giornata resta però una pesante perdita di 465 punti. A questo punto il FTSE MIB é ipervenduto (RSI a 26.14 punti) - l'ultima candela sul grafico é al di fuori del bordo inferiore delle Bollinger Bands e sotto le MM a 30, 50 e 200 giorni. L'indice si é fermato sui minimi di fine marzo che teoricamente potrebbero offrire un supporto. La pressione di vendita é forte e gli investitori sono impauriti - lo spread é alle stelle. Ora ci sono due teorie di analisi tecnica. La prima é che la spinta di ribasso é talmente forte che l'ipervenduto non conta - anzi é un segno che i ribassisti dominano e sono in grado di spingere il mercato decisamente più in basso. L'altra possibilità é che da questa situazione di ipervenduto si sviluppi un possente rimbalzo se appena si apre uno spiraglio politico ad una soluzione.
Gli speculatori ed i traders anticiclici a amanti del rischio possono provare a comperare - gli investitori aspettano tempi migliori. La performance 2018 é ancora del +0.36% !
Notiamo con interesse e divertimento che i commentatori si scatenano contro la speculazione internazionale - sarebbero gli avvoltoi stranieri a complottare contro l'Italia e affossare i mercati finanziari. Questa discussione é ridicola e superflua. I mercati sono dominati dagli interessi economici e quando i tassi d'interesse scendevano grazie agli acquisti e alle manipolazioni della BCE nessuno si lamentava. Ora che il pendolo si muove in una direzione sfavorevole gridano tutti contro l'attacco speculativo dall'estero come se si trattasse di un'ingerenza negli affari e nella politica italiana. È invece una normale reazione di fronte ad uno sviluppo della situazione decisamente negativo.

Commento del 26-27 maggio

Si possono criticare le reazioni dei mercati ma non si possono ignorare

Lo Stato italiano ha un indebitamento totale di circa 2300 miliardi di EUR - corrisponde al 130% del PIL. Il nuovo governo vuole introdurre una flat tax, che ridurrà le entrate, e un reddito di cittadinanza, che aumenterà le uscite. Inoltre é previsto un'annaquamento della riforma delle pensioni - l'età di pensionamento non sarà più alzata a 67 anni a partire dal 2019 e sarà nuovamente possibile andare in pensione anticipatamente a 62 anni. Si stima che queste misure costeranno allo Stato circa 60 Mia all'anno - tanto per un Paese già fortemente indebitato e che evidentemente non intende mantenere il limite del 3% di deficit annuo previsto dai trattati di Maastricht. 5 Stelle e Lega non hanno spiegato come intendono compensare queste maggiori uscite.
Il reddito del BTP decennale é salito nelle ultime settimane al 2.47% - é di 206 punti base (2.06%) superiore al reddito del Bund tedesco decennale - questa differenza é il tanto discusso spread. Corrisponde ad un premio che lo Stato italiano deve pagare per compensare il rischio legato ad un a minore qualità delle sue obbligazioni. Tra febbraio e maggio di quest'anno lo spread oscillava intorno ai 130 punti. L'incremento é eccessivo ? Durante la crisi europea del 2011 lo spread era salito a 500 punti - é evidente che esiste ancora parecchio spazio verso l'alto.
Media, osservatori, analisi e politici italiani criticano la speculazione internazionale per questa reazione dei mercati finanziari - é sbagliato. È logico che gli investitori vendano il titolo di un debitore che mostra l'intenzione di non voler contenere la spesa pubblica e mantenerla in un sano rapporto con le entrate fiscali. Non si parla di surplus o di riduzione del debito totale ma unicamente di una limitazione della crescita del debito. Sinceramente 2.47% é poco - questo tasso d'interesse é stato reso possibile unicamente dal QE della BCE - é evidente che se l'Italia, come quasi tutti gli altri Paesi europei, può rifinanziarsi ad un costo così basso é grazie alla politica monetaria della BCE e alla garanzia implicita dell'UE. La gente ha la memoria corta. Agli inizi degli anni 80, quando c'era ancora la Lira italiana, i BTP rendevano più del 20%... A quei tempi l'inflazione era molto più alta di adesso - l'economia italiana e lo Stato convivevano però con un costo del denaro nettamente superiore a quello attuale.
Dare la colpa a Bruxelles, ai tedeschi o agli speculatori per il comportamento dei mercati finanziari é sbagliato. È una reazione logica e normale - se 5 Stelle e Lega intendono effettivamente concretizzare quanto scritto nel contratto di governo é probabile che lo spread aumentarà ulteriormente e che il FTSE MIB, trascinato dai titoli bancari, debba scendere decisamente più in basso. La comunità internazionale deve accettare le scelte del popolo italiano - sono il risultato di un processo democratico. Gli investitori non sono però obbligati a condividere le scelte politiche e finanziarie del nuovo governo e rifinanziare lo Stato italiano al costo attuale. Non si tratta di ingerenza ma di pura logica d'investimento.
Di ingerenza si deve invece parlare nei riguardi dei molti commenti critici che vengono da Bruxelles o da parecchi politici europei specialmente se fatti pubblicamente attraverso i media. Il tentativo dell'UE e di governi europei di influenzare la formazione del governo italiano o il suo programma minacciando ritorsioni politiche e finanziarie é inaccettabile. Ognuno deve mettere ordine a casa propria prima di intromettersi nelle faccende degli altri e ci sembra che nessun governo europeo ha le carte in regola per criticare l'Italia.

Settimana scorsa le borse europee sono state scosse dalle faccende politiche italiane. Mercoledì 16 maggio il FTSE MIB (-1.54% a 22398 punti) aveva chiuso a 23734 punti. Questo era stato il nostro commento che conteneva un chiaro avvertimento: "Sono trapelati sulla stampa i dettagli di un possibile contratto di governo tra 5 Stelle e Lega. Non é nostro compito commentare il contenuto di questo documento. È però evidente che agli investitori il programma politico ed economico non é piaciuto e hanno venduto la borsa italiana, i BTP e di riflesso banche e EUR. Il FTSE MIB ha rotto il supporto a 24000 punti e sta ora correggendo. A corto termine é in balia della politica e delle emozioni. È quindi impossibile fare delle stime. Se la speculazione internazionale decide di giocare contro l'Italia la caduta potrebbe essere spettacolare e profonda. Agli investitori consigliamo di congedarsi dalla borsa italiana e stare per un pò a guardare. Restare coinvolti in una situazione simile é pura speculazione." Il ribasso é continuato e venerdì il FTSE MIB ha chiuso a 22398 punti (-1.54%). Mercoledì 23 maggio abbiamo così commentato la situazione: "Una volta che ci sarà un governo in carica e le speculazioni saranno terminate dovrebbe esserci un ampio rimbalzo in attesa di vedere come in effetti si muoverà la nuova compagine governativa. È troppo tardi per vendere e troppo presto per comperare. Solo gli speculatori possono provare un long. Quest'anno tutte le rotture sotto la MM a 200 giorni (linea rossa) sono state marginali e di breve durata. Varrebbe in ogni caso la pena di comperare sui 22000 punti anche perché a quel punto l'indice sarà ipervenduto." Manteniamo questa opinione.
Come vedete dalle performance settimanali degli indici azionari la "crisi" italiana ha influenzato negativamente tutte le borse europee. Venerdì si é anche aggiunta la Spagna (IBEX -1.71%) dove il governo del primo ministro Rajoy, travolto da uno scandalo finanziario, rischia di cadere ed aprire un periodo di instabilità politica.
Malgrado le perdite le borse europee sono ancora al rialzo e se la pressione di vendita proveniente da Italia e Spagna sparisse é probabile che i maggiori indici (Eurostoxx50 e DAX) ricominceranno a salire insieme all'America verso i nostri obiettivi (3600 e 13200 punti). Venerdì il DAX (+0.65% a 12938 punti) ha mostrato una buona reazione e l'Eurostoxx50 (-0.18% a 3515 punti) ha contenuto le perdite malgrado la caduta di FTSE MIB, IBEX e settore bancario (SX7E - indice delle banche europee, -1.86% a 119.51 punti / performance settimanale -3.94%).

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.66% a 3515 punti              
DAX                         -1.07% a 12938 punti
SMI                          -2.03% a 8759 punti
FTSE MIB                  -4.48% a 22398 punti
S&P500                    +0.31% a 2721.33 punti
Nasdaq100               +1.38% a 6961 punti

Venerdì a Wall Street non é successo nulla di particolare - come atteso c'é stata una seduta tranquilla prima del lungo fine settimana del Memorial Day. L'S&P500 (-0.24% a 2721.33 punti) é rimasto ampiamente nel range 2700-2742 punti. Il mercato é riuscito a compensare una forte caduta del prezzo del petrolio (WTI -2.83 USD a 67.88 USDS/barile) che ha influito sul settore dell'energia (ETF Energy -2.60%). Nel commento del 21-22 aprile avevamo scritto che il petrolio a 68.40 USD era su un massimo e doveva correggere. Ci siamo sbagliati ma non di molto. Invece che le solite tre spinte di rialzo ce ne sono state quattro e il prezzo é salito fino a 72.90 USD. Sono però bastate 4 sedute di correzione per eliminare questo eccesso.
L'S&P500 ha aperto a 2724 punti, é salito a 2727 punti di massimo ed é poi sceso a balzi per ore fino ad un minimo a 2715 punti. Sul finale é rimbalzato ed ha chiuso a 2721 punti. Il range giornaliero é stato di soli 12 punti - l'indice ha chiuso in mezzo al range con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.75). La debolezza dell'energia é stata compensata dalla tecnologia (Nasdaq100 +0.16% a 6961 punti. La seduta al NYSE é stata nel complesso negativa con A/D a 3185 su 3688, NH/NL a 542 su 332. La volatilità VIX é salita a 13.22 punti (+0.69) mentre la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.61 - non abbiamo nessuna situazione di eccesso.
La borsa americana continua a consolidare e lo scenario più probabile rimane quello della continuazione del rialzo con una salita dell'S&P500 nel range 2750-2800 punti. Qui ci aspettiamo un massimo significativo seguito da una correzione. Al momento non vediamo rischi di ribasso (caduta del mercato superiore al -10%).
Per logica le borse europee dovrebbero seguire. La premessa é però una tregua in Italia. Ci deve essere un sostanziale rimbalzo del FTSE MIB dai 22000 punti.
Lo spread e i cambi saranno il termometro della crisi. Il cambio EUR/USD é sceso venerdì su un nuovo minimo annuale a 1.1646 ed ha terminato la giornata a 1.1650. Il cambio é ipervenduto e il sentiment é estremamente negative. Esistono le premesse per un rimbalzo fino agli 1.20 ma la reazione tarda a concretizzarsi. Altro sintomo di crisi é la forza del CHF - il cambio EUR/CHF é sceso venerdì a 1.1563 - alcune settimane fà aveva brevemente superato il nostro target 2018 a 1.20.

Lunedì 28 maggio la borsa americana é chiusa in occasione del Memorial Day. Domani mattina pubblichiamo il nostro abituale aggiornamento della situazione. Possiamo però già adesso dire che l'Europa senza l'America non prenderà iniziative. L'Eurostoxx50 venerdì alle 22.00 valeva 3515 punti. Finora (domenica 14.00) non c'é nessuna notizia in grado di destabilizzare i mercati che dovrebbero riaprire lunedì senza sostanziali variazioni.

(*) AGMAF é un acronimo che usiamo per definire le 5 società dominanti nel settore delle tecnologia e di maggior peso all'interno del Nasdaq100.
Si tratta di Apple, Google (+Alphabet), Microsoft, Amazon e Facebook.

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