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Analisi tecnica mensile

Pubblichiamo oggi, giovedì 22 novembre, con alcuni giorni di ritardo per rispetto dei diritti degli abbonati al sito a pagamento, l'analisi del fine settimana del 17-18 novembre 2018.

Il 29 ottobre c'é stata un'ultima spinta di ribasso che ha provocato la fine della correzione in America con un minimo significativo a 2603 punti. Contemporaneamente le borse europee, che sono relativamente più deboli e sottoperformano, hanno toccato dei nuovi minimi annuali - l'Eurostoxx50 é sceso fino a 3091 punti. Dopo un sostanziale rimbalzo fino al 2 (America) - 8 (Europa) novembre c'é stata un'altra spinta di ribasso a testare i minimi di ottobre. Il tecnologico Nasdaq100 ha fatto registrare un minimo discendente. Le borse europee invece sembrano volersi fermare su un doppio minimo mentre l'S&P500 si assesta sui 2650 punti. Martedì 20 novembre questa spinta di ribasso si é esaurita e noi abbiamo aperto delle posizioni speculative long a corto termine. Il sentiment é pessimo e siamo convinti che ora ci debba per lo meno essere un'altro rally - potrebbe essere solo un rimbalzo tecnico o l'inizio di una sostenibile fase di rialzo fino a fine anno - ancora non lo sappiamo.
Il quadro tecnico a medio e lungo termine nelle scorse settimane si é notevolmente deteriorato. Le fasi di rialzo devono essere utilizzate per diminuire le posizioni azionarie o per effettuare delle brevi operazioni long..

Commento del 17-18 novembre

Rialzo debole e insufficiente per un nuovo massimo storico - tecnologia e social media out - consumi in

Settimana scorsa gli indici azionari hanno avuto una performance negativa. Le borse europee sono crollate lunedì, sono rimbalzate martedì e sono scivolate verso il basso per il resto della settimana. La borsa americana é scesa fino a mercoledì e ha avuto un key reversal day giovedì confermato dalla seduta positiva di venerdì. Dal minimo a 2603 punti del 29 ottobre l'S&P500 é risalito agli attuali 2736.27 punti (+0.22%) - é una plusvalenza di quasi il +4%. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo annuale il 26 ottobre a 3090 punti - venerdì ha chiuso a 3180 punti (-0.30%) - la differenza é un +2.9%. Questa debolezza relativa é una costante che riappare durante tutto l'anno accumulandosi - la performance 2018 dell'S&P500 é del +2.34% - l'Eurostoxx50 nel frattempo ha perso il -9.22%.
Rispetto a settimana scorsa la situazione tecnica generale é invariata. Fino all'inizio del 2019 la borsa americana dovrebbe salire. Sembra però, per ragioni strutturali, che l'S&P500 e il Nasdaq100 non riusciranno a salire su dei nuovi massimi storici. La tecnologia sta perdendo pezzi e le cadute dei leaders si susseguono - venerdì é stato il caso di NVidia (-18.76%). Sta avvenendo una rotazione tra settori - nella lista delle azioni che venerdì hanno toccato dei nuovi massimi a 90 giorni troviamo Comcast, Verizon, Merck, Coca Cola, Proctor&Gable, Pepsico e McDonalds per citare i nomi più famosi - connessioni internet, farmaceutica, alimentare, consumi di base. Tutta roba solida ma non cosi eccitante e volatile come la tecnologia - la differenza di Beta farà in maniera che questa gamba di rialzo sarà poco spettacolare e poco redditizia. Superare la fascia di resistenza a 2800-2810 punti sarà difficile. L'Europa ha troppi problemi. Crescita economica anemica e in calo, Brexit, incertezze politiche e tensioni all'interno dell'UE obbligano le borse ad una lenta discesa (tendenza di fondo ribassista) intercalata da brevi fasi positive inspirate dall'America. Tutti temono la fine del QE della BCE prevista per la fine dell'anno. Le valutazioni fondamentali sono decisamente più interessanti di quelle americane dove le azioni restano oscenamente care. È quindi possibile che nelle prossime settimane le borse europee possano comportarsi meglio dell'America. Questo non appare ancora a livello di analisi tecnica se non nella mancanza di pressione di vendita. Gli indici azionari europei scivolano verso il basso ma non sembrano a breve voler cadere decisamente più in basso a testare i minimi annuali. L'Eurostoxx50 (-0.30% a 3180 punti) sembra assicurato verso il basso dai 3150 punti mentre il DAX tedesco (-0.11% a 11341 punti) ha solido supporto a 11200 punti. La borsa italiana é un caso a parte - una caduta su un nuovo minimo annuale sotto gli 11'000 punti di FTSE MIB (-0.14% a 18878 punti) é solo una questione di tempo. Lo scontro tra governo e mercati finanziari potrebbe però a breve creare sorprese poiché l'Italia ha parecchie carte in suo favore da giocare (surplus primario, autofinanziamento del debito pubblico, bilancia commerciale attiva, contribuente netto dell'UE) e questo potrebbe per il momento obbligare l'UE ad un comportamento accomodante visto che c'é già il fronte Brexit aperto. Forse fino alle elezioni di maggio dell'anno prossimo l'EU eviterà uno scontro con uno dei suoi membri più importanti. Se gli speculatori si ritirano e lo spread scende il FTSE MIB, basato sui titoli bancari, potrebbe sorprendere in bene. L'attuale pessimo sentiment potrebbe servire come trampolino di lancio per un sostanziale rimbalzo tecnico.
Riassumendo a corto si può stare long - le prospettive 2019 per i mercati finanziari sono però decisamente negative. Difficile dire quando la situazione peggiorerà ed inizierà un ribasso anche in America. Noi speriamo non prima di gennaio del 2019 malgrado che questa fase di rialzo iniziata dai minimi di ottobre non sia convincente. L'S&P500 sul lungo termine é chiaramente toppish e il massimo storico del 21 settembre a 2941 punti potrebbe essere definitivo.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -1.51% a 3180 punti
DAX                         -1.63% a 11341 punti
SMI                          -1.93% a 8907 punti
FTSE MIB                  -1.97% a 18878 punti
S&P500                    -1.61% a 2736.27 punti
Nasdaq100               -2.44% a 6867 punti

Giovedì l'Eurostoxx50 aveva terminato la giornata a 3190 punti. Venerdì ha ufficialmente chiuso a 3180 punti (-0.30%). Alle 22.00 sulla base del future valeva 3191 punti. La seduta di venerdì é stata di conseguenza neutra con un'oscillazione senza particolare significato. La serie di candele con minimo a massimo discendenti sui grafici ci preoccupa ma contemporaneamente la mancanza di momentum ha permesso alle Bollinger Bands di stringersi e risalire. Di conseguenza a breve gli indici dovrebbero trovare supporto e gentilmente risalire in scia all'America.

Venerdì le premesse per la seduta a Wall Street erano pessime. A causa dei deludenti risultati trimestrali di NVidia (-18.76%) l'S&P500 doveva perdere in apertura un -0.6% mentre la caduta iniziale del Nasdaq100 doveva essere intorno al -1.2%. Noi nei commenti delle 14.00 avevamo previsto un recupero (candela bianca) senza osare sperare apertamente in una seduta positiva. Invece l'S&P500 é riuscito a guadagnare ancora 6 punti (+0.22% a 2736.27 punti) confermando la validità del key reversal day di giovedì. L'S&P500 ha toccato sul massimo i 2746 punti senza ancora riuscire ad attaccare la resistenza a 2750-2760 punti. Il Nasdaq100 (-0.34% a 6867 punti) ha contenuto le perdite - di positivo notiamo il forte recupero dal minimo a 6797 punti.
La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3971 su 3153, NH/NL a 323 su 430 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é caduta a 18.14 punti (-1.84). La CBOE Equity put/call ratio é rimasta alta a 0.74. Questo ci induce a credere che il rialzo settimana prossima deve continuare sopra i 2750 punti. Teniamo d'occhio i tassi d'interesse - il reddito dell'US Treaury Bond decennale é sceso a 3.08% e questo sostiene la borsa.
La tendenza di fondo della borsa americana é ancora negativa senza miglioramenti - il 25.2% dei titoli é sopra la SMA a 50 giorni mentre il Bullish Percent Index sul NYSE é a 41.22.
Giovedì prossimo l'America festeggia Thanksgiving (Festa del Rigraziamento) - la borsa é chiusa. Venerdì ci sarà una seduta raccorciata con pochi partecipanti. Settimana prossima avremo quindi solo 3 sedute normali - é probabile che non ci saranno sconvolgimenti. Le statistiche favoriscono una performance settimanale moderatamente positiva.

(*) AGMAF é un acronimo che usiamo per definire le 5 società dominanti nel settore delle tecnologia e di maggior peso all'interno del Nasdaq100.
Si tratta di Apple, Google (+Alphabet), Microsoft, Amazon e Facebook.

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