Long Short Invest

Consulenza finanziaria e analisi tecnica della Bernasconi Consult

Analisi tecnica mensile

Pubblichiamo con alcuni giorni di ritardo per rispetto dei diritti degli abbonati al sito a pagamento, l'analisi del fine settimana del 11-12 aprile 2021.

L'S&P500 passa da un record al successivo grazie ad una sana rotazione tra settori. Da circa un mese l'indice delle piccole e medie imprese Russell2000 sta correggendo - la sua debolezza é stata compensata dalla riscossa della tecnologia - dopo una correzione iniziata a metà febbraio, dal 5 di marzo il Nasdaq100 ha ricominciato a salire e si avvicina nuovamente al record storico del 16 febbraio. Le borse europee hanno combinato poco fino ad inizio marzo. Poi lentamente ma costantemente hanno ricominciato a salire - il rialzo ha permesso a molti indici di toccare un nuovo massimo annuale settimana scorsa mentre il DAX tedesco ha raggiunto martedì 6 aprile un nuovo massimo storico.
Ora le borse sembrano mature per la prossima correzione intermedia.
Noi abbiamo due sistemi per individuare i cicli - quello più semplice basato sui dati statistici ci dice che le borse dovrebbero tendenzialmente salire fino a fine maggio. Il secondo, che prende in considerazione altri fattori come i tassi d'interesse, ci dice invece che la prossima correzione intermedia potrebbe essere una forte correzione di medio termine. Scopriremo nei prossimi giorni qual'é la soluzione. È però sicuro che comperare adesso é molto pericoloso e sconsigliabile. Non ci sono ragioni per andare contro il trend rialzista dei mercati azionari ma sapendo che una correzione più o meno ampia é imminente é meglio essere prudenti e aspettarne l'esito.
Il rialzo dei tassi d'interesse in America (reddito dell'US Treasury Bond decennale a 1.69% - massimo annuale a 1.75%) é momentaneamente finito. Crediamo però che il minimo del 2020 a 0.52% costituisca il minimo definitivo di un lungo bear market.


Commento del 11-12 aprile


Un mercato di AGMAF (Apple +8.12%, Google +6.62%, Microsoft +5.57%, Amazon +6.68%, Facebook +4.62%)

Per quanto tempo un mercato può ignorare i fondamentali? Fino a quando durerà questo bull market? Nessuno é in grado di dare una risposta - molti tentano da anni di individuare il top ma nessuno ci riesce e nessuno ci riuscirà - probabilmente quando l'S&P500 (+0.77% a 4128.80 punti) avrà raggiunto il massimo definitivo non ce ne renderemo conto se non dopo mesi. La prima correzione verrà presa come un'occasione d'acquisto e solo dopo il secondo tuffo cominceranno a sorgere i primi dubbi che la festa é finita. Siamo unicamente sicuri che il mercato azionario, specialmente quello americano, é in una bolla speculativa e chi compra adesso deve prepararsi ad un rendimento totale nei prossimi 10 anni negativo. Il P/E dell'S&P500 é attualmente sui 42 mentre il valore di lungo termine é sui 14/16 - in genere quando il P/E supera i 20 i fondamentalisti cominciano ad agitarsi e lanciano i primi segnali d'allarme.

Bisogna fare attenzione - il mercato é ora dominato unicamente dalla liquidità e dalle emozioni. La liquidità può sparire velocemente e l'umore degli investitori può cambiare di colpo a causa di un evento inatteso. Se il mercato non ha il sostegno dei fondamenti la caduta dal massimo sarà rovinosa e inevitabile - ad un eccesso di rialzo segue sempre un eccesso di ribasso. In questo momento il rialzo a Wall Street ha tutte le caratteristiche di una fase finale di un bull market - era più o meno nelle stesse condizioni a febbraio dell'anno scorso e all'inizio della pandemia. Il Covid19 e la risposta coordinata di Stati e Banche Centrali hanno salvato il bull market - senza il virus non ci sarebbe stata una ragione per la reazione senza precedenti delle autorità politiche e monetarie - il bull market sarebbe finito con un'accelerazione esaustiva e poi il bear market avrebbe fatto il suo corso. Al momento sembra che al bull market manchi ancora l'ultima fase di mania e irrazionale esuberanza - normalmente dura pochi mesi. Attenzione però che non c'é nessuna garanzia - la più grande bolla speculativa della storia recente delle borse é quella che si é verificata in Giappone del 1989 - il Nikkei nel 1989 ha raggiunto i 38957 punti e quel punto aveva un P/E di 65 ! Il successivo bear market é finito solo nel 2009 a 7055 punti. Oggi dopo più di 30 anni il Nikkei veleggia sui 30000 punti - chi ha comperato sul top e ancora in perdita. Se l'America si comporta in maniera simile l'S&P500 può ancora salire per anni - non crediamo però che sarà il caso visto il carattere decisamente speculativo e irrazionale che sta assumendo il rialzo in questo 2021. È però possibile, sulla base dei nostri modelli, che fino a fine maggio l'S&P500 salga accelerando fino ai 4400-4600 punti.

Settimana scorsa abbiamo assistito al ritorno dei big della tecnologia. Anni fà abbiamo creato l'acronimo AGMAF che riunisce le 5 società con la maggior capitalizzazione del Nasdaq100 - ai tempi le avevamo ordinate per capitalizzazione - erano Apple, Google, Microsoft, Amazon e Facebook. Ad oggi la classifica é cambiato poco - Apple resta la più grande, Facebook é la più piccola - le altre tre si scambiano regolarmente la posizione - queste 5 società rappresentano circa il 21% dell'S&P500 e il 45% del Nasdaq100. Nel titolo del commento odierno vedete la performance settimanale di queste 5 società - da sole hanno praticamente trascinato e provocato la continuazione del rialzo e permesso all'S&P500 di raggiungere un nuovo massimo storico a 4129.48 punti. Dopo una rotazione tra settori che ha toccato la farmaceutica, i ciclici (industria, chimica, metalli), i petroliferi (energia) e le banche gli investitori sono tornati ai vecchi amori - non sapendo più cosa comperare hanno riscoperto la tecnologia che offre sul lungo termine la garanzia di successo. O almeno questa é la nostra interpretazione. Le prime sedute dopo Pasqua e all'inizio del mese di aprile dovevano essere positive. Dovrebbero rappresentare la fase iniziale di una spinta di rialzo di medio termine fino a metà / fine maggio. La settimana si é svolta secondo la previsione - l'unica differenza rispetto alle nostre stime é stata la performance della borsa americana superiore alle aspettative - pensavamo che l'S&P500 dovesse fermarsi sui 4100 punti e consolidare - invece venerdì ha proseguito la sua corsa. Ora esistono le premesse ideali per un'altra correzione intermedia e minore - gli indici sono ipercomperati e in eccesso di rialzo - gli oscillatori sono su dei massimi - gli investitori sono molto ottimisti. Per l'analisi tecnica settimana prossima deve iniziare una correzione di circa 150 punti di S&P500 (-3%/-4%). Se però come temiamo il bull market é nella sua fase finale di accelerazione i limiti tecnici verranno semplicemente ignorati - gli indici possono continuare a salire imperterriti saltando le resistenze solitamente imposti dagli indicatori tecnici. In un caso del genere, a dire il vero piuttosto raro, i nostri strumenti non servono a niente se non che a confermare il trend. 

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.83% a 3978 punti
SX7E (banche)          -0.96% a 87.46 punti
DAX                         +0.84% a 15234 punti
SMI                          +1.08% a 11238 punti
FTSE MIB                  -1.14% a 24429 punti
S&P500                     +2.71% a 4128.80 punti (nuovo massimo storico)
Nasdaq100                +3.87% a 13845 punti

Nella scorsa settimana le borse europee hanno ancora guadagnato un pò di terreno - hanno fatto molta fatica e si sono trascinate dietro la borsa americana. I guadagni giornalieri sono stati inferiori all'1%, gli indici hanno spesso chiuso sotto il livello d'apertura e mai sul massimo giornaliero. Insomma - é stata una settimana di moderato rialzo (con l'eccezione dell'Italia e della Spagna) con nuovi massimi annuali o storici marginali - gli indici hanno lottato contro l'ipercomperato ma non hanno corretto perché l'America l'ha impedito. Il settore bancario, spesso determinante per la buona salute del mercato, é da settimane fermo. Ci sono per lo meno buone premesse per una correzione intermedia - senza correzione il rialzo può solo proseguire lentamente e continua ad esserci il pericolo latente di un importante vuoto d'aria - le MM a 50 giorni scorrono un 5%/6% più in basso.

La seduta di venerdì a Wall Street é stata un pò strana. Strutturalmente é stata una seduta neutra (A/D a 3933 su 3838 / NH/NL a 413 su 344) con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo a 0.75). La maggior parte dei titoli non si é mossa - la performance media delle azioni trattate al NYSE é stata del +0.05%. Solo l'S&P500 (+0.77%) e il Nasdaq100 (+0.63%) hanno guadagnato terreno grazie ad un inesplicabile rally negli ultimi 50 minuti della seduta. Il Russell2000 ha marciato sul posto (+0.04%) - la performance settimanale é negativa (-0.40%). L'S&P500 ha aperto invariato a 4097 punti. È salito lentamente fino a 4110 punti e poi si é fermato. Alle 21.10 era a 4108 punti e infine é decollato - ha toccato un nuovo massimo storico a 4129.48 punti e ha chiuso a 4128.80 punti (+0.77%).
La volatilità VIX é ancora scesa a 16.69 punti (-0.26), il CBOE Equity put/call ratio é salito a 0.50 mentre il Fear&Greed Index é scivolato a 60 punti (-2). La debolezza del Russell2000 crea del disordine a livello di sentiment.
I Summation Index sono saliti - la tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo con il 58.7% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 73.63 punti. Malgrado gli eccessi, che adesso idealmente dovrebbero essere compensati con una correzione minore, il rialzo a medio termine può continuare.

Il reddito dell'USTBond decennale é a 1.67% e rimane vicino al massimo annuale a 1.74%. È probabile che nei prossimi mesi ci sarà dell'inflazione (i prezzi al consumo dovrebbero a maggio salire del 3% per un effetto di recupero dopo la pandemia) e i tassi d'interesse di mercato dovrebbero ulteriormente lievitare. Vedremo se questo avrà un effetto negativo sul prezzo delle azioni come é successo tra metà febbraio e inizio marzo con la tecnologia.

Sta iniziando il periodo di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese - da mercoledì prossimo arriveranno i primi numeri importanti. Sono di turno le grandi banche con mercoledì JPMorgan e Walls Fargo, giovedì Bank of America e Citigroup (e Pepsico), venerdì Morgan Stanley. Dopo la recessione provocata dalla pandemia gli analisti si aspettano che in media gli utili delle società dell'S&P500 siano saliti del +28% - le buone notizie dovrebbero alimentare l'ottimismo degli investitori.
Al momento non appare nulla all'orizzonte in grado di fare deragliare le borse. 

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