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Ieri le borse hanno iniziato l'atteso consolidamento. Gli indici azionari hanno terminato le seduta con moderate perdite. Per logica dovrebbe ancora esserci un discesa dell'S&P500 a testare il supporto a 1100 punti prima della ripresa del rialzo. Prevediamo quindi ancora un paio di sedute deboli.
L'S&P500 ieri sera ha perso lo 0.69% scendendo a 1106 punti. Il minimo giornaliero é stato a 1103 punti. La pressione di vendita é limitata e dovrebbe presto esaurirsi. Non vediamo rischi di un'accelerazione al ribasso o cambiamento di tendenza.
La barca a vela naviga spinta da un buon vento ed il mare agitato non sembra in grado di influenzare negativamente il suo corso. Non sappiamo se siamo all'alba o al tramonto - notiamo solo il sole basso sul mare.
Il rialzo delle borse continua. Tecnicamente il movimento é solido e dovrebbe continuare malgrado che i fondamentali economici restano preoccupanti.
Ieri le borse europe hanno ancora guadagnato terreno spinte dal settore bancario. In America gli indici hanno terminato la giornata con una minima plusvalenza. L'S&P500 resta però tranquillamente e sostanzialmente sopra i 1100 punti (chiusura a 1113 / -0.10%). Visto quanto scritto ad inizio settimana questo sviluppo non é una sorpresa: "Tecnicamente il movimento si sta rafforzando e prevediamo quindi una continuazione del rialzo." Manteniamo la nostra previsione: "All'inizio di luglio avevamo previsto un rialzo con obiettivo a 1180 punti di S&P500 per il 20 di agosto." A corto termine dovrebbe esserci un breve e sano consolidamento. Per le prossime settimane le prospettive sono buone.
Stamattina i mercati asiatici sono positivi. Il Nikkei guadagna il +2.6%. Il future sull'S&P500 sale di 3 punti. L'apertura in Europa sarà in rialzo (+0.8%) e gli indici dovrebbero sfiorare i massimi di ieri (Eurostoxx50 a 2790 punti). Nei prossimi giorni dovrebbe concretizzarsi una sana pausa di consolidamento.
Il cambio EUR/USD stamattina é a 1.3015. Il cambio ha consolidato sotto gli 1.30 e ora potrebbe tentare un'ulteriore gamba di rialzo in direzione 1.35. L'oro é a 1161 USD/oncia. Dopo aver finalmente rotto il supporto a 1180 USD é caduto di 20 USD. La nostra previsione era perfetta: "L'oro ha formato a giugno un top a 1250 USD/oncia. Potrebbe ora correggere sui 1150 USD prima di riprendere il trend rialzista a lungo termine."
Passiamo ora ad esaminare la situazione (charts a sei mesi) dell'S&P500.
L'S&P500 (-0.10% a 1113 punti) é oscillato tra i 1110 ed i 1120 punti senza un trend. Il rialzo sembra momentaneamente perdere di slancio ma l'indice non vuole correggere. Ad istinto prevediamo un pull back fino ai 1100 punti e manteniamo le nostre previsioni: "Ci aspettiamo ora alcune sedute volatili necessarie per confermare la rottura al rialzo. In seguito prevediamo una continuazione del movimento verso l'alto con prossimo obiettivo sui 1130-1140 punti."
Scenario 2010 (aggiornato a marzo 2010) Nel corso del 2010 ed al termine di alcuni mesi di distribuzione prevediamo una sostanziale correzione delle borse dopo il rally di marzo 2009 - gennaio 2010. Probabilmento l'S&P500 toccherà nel corso di quest'anno un minimo tra i 740 ed i 820 punti. La performance annuale dovrebbe essere negativa e l'S&P500 dovrebbe terminare il 2010 intorno ai 900 punti. Ora che la recessione sembra alle nostre spalle, le stime ufficiali per per gli utili operativi 2009 (al 3 novembre 2009) delle societâ dell'S&P500 sono risalite a 56.22 USD. Quelle per il 2010 sono addirittura al'incredibile livello di 74.99 USD. Capitalizzando gli utili 2009 con un P/E normale di 15/16 si arriva ad un valore teorico dell'S&P500 di 900 punti. In questi dati é però scontato un recupero marcato dell'economia ed un forte aumento degli utili delle imprese. Ricordiamoci che gli utili operativi 2008 delle società dell'S&P500 sono stati di 15.09 USD. Debitiamo inoltre che i dati relativi al 2010 siano realistici. In America si differenzia tra Operating Earnings (i guadagni ripuliti da tutti quelli che il Management definisce perdite o guadagni straordinari) e i Reported Earnings (che sono i soldi guadagnati o persi dalla società indipendentemente dalla loro provenienza o causa). Fino all'inizio del 2000 tra questi due valori le differenze erano trascurabili. Poi é arrivata la moda di definire tutte le grandi perdite come eventi straordinari che non vengono più attribuiti alla normale attività della società. Il risultato é una sovrastima sistematica dei guadagni. Una prova? Le stime ufficiali per i Reported Earnings 2010 per l'S&P500 sono a 45.50 USD (contro i 74.99 USD di Operating Earnings). La capacità delle società di generare profitti viene sistematicamente gonfiata. Se un giorno gli investitori aprissero gli occhi si renderebbero conto che una oggettiva valutazione dell'S&P500 con i tassi d'interesse sul USTB a 10 anni al 3.70% (stato ad inizio marzo 2010) é sui 790 punti (nostro calcolo). Immaginatevi cosa potrebbe succedere se i tassi d'interesse aumentassero! Ammettiamo che stimare ora correttamente gli utili delle società e determinare un giusto rapporto P/E per capitalizzare questo valore é un'impresa ardua. Troppe sono le variabili e le incognite. La nostra valutazione tecnica e fondamentale é però che i 1150 punti di S&P500 raggiunti a gennaio 2010 corrispondono ad una sopravalutazione. La prossima dovuta sostanziale correzione ci dirà a quale punto si trova la congiuntura mondiale.